La batteria del tuo smartphone dura poco?

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Poco utile scaricare mille applicazioni per aumentare la durata della batteria, bastano dei piccoli accorgimenti ed un aiuto a “conoscere” un po’ meglio il vostro smartphone.

Prima di tutto, non aspettiamoci dopo anni di utilizzo le stesse prestazioni che avevamo al momento dell'acquisto, la nostra batteria infatti è composta da litio che, a causa della corrosione nel tempo dell’elemento chimico, subirà un calo della sua resistenza.

Caricare il telefono tutta la notte, se non nei modelli più “vecchi” di almeno due anni, non causerà danni, poiché ormai da tempo tutti i nostri telefonini hanno un sistema di gestione della batteria che disattiva il caricamento una volta raggiunto il 100%.

Scaricare completamente la batteria non è più necessario, sempre da un paio d’anni grazie all’introduzione degli ioni di litio, poiché non esiste più il problema dell’effetto memoria (motivo per cui tempo fa era doveroso da parte nostra scaricare periodicamente il telefono fino allo 0%).

Usare il caricatore originale invece è una buona abitudine, o almeno non usare caricatori “a caso” senza controllare almeno che i valori sulle etichette siano gli stessi (e la presenza del marchio CE) per assicurare una buona azione di carica senza rischiare di danneggiare nel tempo il nostro smartphone.

Usate senza problemi il telefono anche se è in carica, non è vero che esploderà (a meno di difetti di fabbrica) o che caricherà male il dispositivo.

Nella maggior parte dei casi non sono le app che “mangiano la nostra batteria” ma i servizi che esse utilizzano e gli annunci pubblicitari che ci mostrano le versioni gratuite (quindi a volte basterebbe investire qualche euro per le versioni senza pop-up di annunci).

Per quanto riguarda i servizi utilizzati, invece, dovremo controllare se si connettono al GPS per la localizzazione (impostazioni della fotocamera, di Facebook, di Instagram…), al Bluetooth, alla WiFi, all’NFC o se per l’applicazione abbiamo attivato la sincronizzazione dei dati (e, nel caso, con che intervallo di tempo).

Questi servizi (GPS, Bluetooth, WiFi, NFC) incidono particolarmente sul consumo della nostra batteria ed è buona cosa non tenerli sempre attivi poiché, come per la rete mobile (servizio di connessione ad Internet), continueranno ad aggiornare la ricerca di satelliti, reti ed altri dispositivi coi quali potremmo volerci connettere.

Le app aperte in background, invece, sono ormai un problema secondario dato che i processori degli smartphone più moderni riescono a gestire più applicazioni aperte contemporaneamente (multitasking) senza consumare una percentuale rilevante di batteria (questo vale sia per iOS che per Android e Windows Phone). Per sicurezza però sarebbe meglio non lasciare aperte le app “meno conosciute”, di cui non sappiamo i consumi in background.

Per quanto riguarda il display invece c’è poco da fare, più lo terremo accesso e con maggiore luminosità, più velocemente vedremo la nostra batteria scendere verso il temuto 0%. Applicazioni che sforzano il processore grafico (da YouTube ai giochi in HD), la torcia (o l’uso prolungato del flash) e gli sfondi animati, purtroppo, non ci aiuteranno nella nostra missione di risparmio energetico.

Al più possiamo evitare di settare nelle impostazioni lo standby dello schermo dopo mezz’ora di inutilizzo (lasciare al massimo un paio di minuti) ed utilizzare in modo più limitato la vibrazione del telefono (che deve avviare ogni volta un piccolo motorino al suo interno).

Se invece vi piace utilizzare il vostro nuovo smartphone al 100% delle sue potenzialità senza dovervi limitare ai suoi soli milliampere di batteria, vi consigliamo di non dimenticare mai a casa le vostre Power Bank!